ERNESTO BERRO
LEGN. A TEATRO Le case a corte ...
Quel libro sui borghi che non trovò editore Mercoledì 18 Novembre 2009 L'ARENA Lo storico ha lasciato un manoscritto Battuto a macchina, con le piccole note a penna e foto storiche. È in custodia al museo Fioroni Tutto cominciò con l’amore folgorante per Legnago  e quell’amore lo ha tenuto per mano, crescendo  con lui, fino alla morte. Insieme a un desiderio  irrealizzato: vedere pubblicato il suo ultimo lavoro,  da certosino, da ammanuense quasi, sui borghi  della città. Cosa non può fare un uomo, un «grande  vecchio» come Ernesto Berro, per esempio, che è  morto lunedì ma che ha accumulato tanta e tale  memoria della sua città, dei suoi abitanti, dei suoi  periodi storici, della case, delle strade, dei piccole e  grandi avvenimenti, che è impossibile che mai  scompaia davvero. Perché con passione, con  l’alacrità di una formica, con la precisione dello  storico e dell’archivista, Berro ha registrato e  accumulato un vero patrimonio. Ultimo, quella sua  ricognizione umana e architettonica dei borghi di Legnago - con nomi che ora sono pressoché scomparsi  - che ora si trova, rilegata a mano, battuta a macchina, con le fotografie inserite con cura tra le pagine, al  museo Fioroni, in attesa di un editore. Berro l’ha cercato tanto un editore del suo lavoro, ma il libro  risultava «costoso», come riferiscono i figli Maurizio, Annalia e Maria Grazia. Eppure è una testimonianza  preziosissima. Come tutto il materiale che Berro ha raccolto nella sua appassionata vita e che ora i figli  stanno cercando di mettere a disposizione della comunità.  Autodidatta, innamorato della scrittura, della fotografia e del cinema, dell’archeologia, della musica, del  disegno, del giornalismo, Berro, con la gentilezza e l’operosità vecchio stampo, riuscì sempre sia a  lavorare che a approfondire ogni suo interesse. Iniziò come raccoglitore di barbabietole per lo  zuccherificio, e poi continuò in uno studio notarile e alla Riello, come impiegato. All’epoca del cinema  muto, raccolse le fotografie dei divi del bianco e nero - di Rodolfo Valentino, specialmente - che  appendeva sotto il tavolo come fosse un suo personale altarino. Poi fu amore per la fotografia e con una  macchina tedesca girò per tutta la pianura a documentare ogni scorcio. Compresa Legnago dopo i  bombardamenti. Vinse anche dei premi per dei cortometraggi in superotto, parlando della vita nelle corti.  Di vita. Questo interessava a Berro. E questa è la sua grande eredità. D.A.  TRATTO DA :  http://www.patrimoniosos.it/     
Ernesto Berro storico
legnagomusica.it legnagomusica.it