Don Vittorio Eminente
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DON VITTORIO EMINENTE PARROCO DI TORRETTA.  «Perché non narrare anche la via dell’uomo e del  suo luogo di esistenza, che così  spesso si intreccia con la via della Croce?». Nasce da questa domanda, rivolta al  parroco di Torretta, l’idea di intrecciare in un’unica serata l’inaugurazione della  nuova Via crucis - opera in cotto policromo realizzata e donata dall’assessore ai  Lavori pubblici del Comune, Luigi Bologna - e la presentazione dell’agile libretto  Torretta nel tempo e nella fede. Oggi alle 20 la chiesa della lontana frazione  legnaghese accoglierà tra le sue navate la speciale cerimonia inaugurale,  accompagnata dalle note del concerto di musica sacra del sacerdote veronese don  Tullio Benedetti «Le sette parole di Gesù in croce» eseguito dal coro Antonio  Salieri di San Pietro di Morubio.   Curate dal parroco don Vittorio Eminente, in collaborazione con il Centro documentazione polesano di  Badia Polesine, le cento pagine del nuovo libro su Torretta si presentano al lettore ricche di immagini  d’epoca molto suggestive che offrono uno scorcio sui luoghi della frazione così com’era, ad esempio, negli  anni Cinquanta, con i campi tragicamente allagati dall’alluvione del 1958, l’inaugurazione dell’asilo «Oreste  Fioroni» nel ‘54 ed i duri lavori di trebbiatura di una famiglia del luogo. Sembra tornare indietro nel tempo  anche osservando le pose, a volte statiche e seriose, di un oltre un trentennio di celebrazioni e feste: dalle  prime comunioni, alle cresime e ai matrimoni, fino  all’ultima Festa dell’unità del ’74 e alle vecchie foto  dei primi Novecento. Ma il libretto della frazione  delle Grandi Valli ridisegna anche la storia sin  dall’Età del bronzo, quando Torretta era coperta di foreste e paludi, punteggiata di villaggi di  palafitte. È però verso la fine del 1300 che si può dire inizi la vera storia di Torretta. Proprio  in quegli anni, infatti, si suppone sia stato eretto un edificio con il doppio scopo di riscuotere  i dazi e difendere militarmente la valle donata alla comunità legnagese dalla duchessa di  Milano, Caterina Visconti. Si trattava della così detta «Torre veneziana», allora denominata  «Croxeta», come attesta il primo documento ufficiale del 1445, in cui il doge Francesco  Foscari comunica al vicario di Legnago di pagare le spese per i lavori di riparazione  dell’edificio. Una torretta, appunto, che sorgeva su una piccola isola di terra nel punto di  confluenza tra i fossi Menago, Rifusa e Nichesola.   
Giorgia Baldin                     fonte l´Arena - 08-04-2006 
nella foto: Alcuni dei libri scritti da Don Vittorio
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