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DON GIUSEPPE TRECCA Il '900 portò a San Salvaro un personaggio un po' bizzarro, ma geniale. Il curato don Giuseppe Trecca. Egli fu portatore  di una ventata di novità e di rigenerazione che restituì la chiesa alle sue antiche origini. San Salvaro - Altare nella cripta  Lo scopo del sacerdote fu subito chiaro, ridare agli occhi della gente del paese, la chiesa di San Salvaro come si  presentava in passato, prima che le vicende dei secoli la portassero allo statoin cui si trovava. Ben presto, nel 1903,  iniziò i restauri della cripta con molte difficoltà, ma si conclusero ottimamente dopo qualche anno grazie all'aiuto e alle  offerte di molti fedeli.  Nel 1904 Trecca invia una lettera al comune chiedendo di poter continuare i restauri in tutta  lachiesa, sperando di poter ricevere al più presto il permesso ed il denaro necessario ai lavori. Infine il curato si prodigò  per l'erezione del nuovo campanile, opera che concluse nel 1914. Finalmente San Salvaro seppur con qualche piccola  aggiunta (vedi il nuovo campanile) ritorna alle sue antiche linee. 
San Salvaro
DON G. TRECCA San Salvaro (video)
Chiesa romanica di San Salvaro   Vicolo San Salvaro 1, San Pietro di Legnago  (VR)  La chiesa di San Salvaro, databile al secolo XII e dedicata al Salvatore, è  una struttura in cotto che, secondo gli studiosi, si impone come primo esempio nel territorio del Basso veronese di un  edificio sacro che rivela il formarsi di un lessico romanico maturo.  La struttura della chiesa si sviluppa su tre piani: la  cripta, la parte più antica della chiesa e innalzata  su un tempietto pagano di cui restano importanti reperti, la  plebana a  croce latina e a tre navate, e il presbiterio, rialzato rispetto al piano delle navate.  Il tabernacolo dell’altare nell’abside  centrale è sovrastato da una maestosa statua del Salvatore (secolo XVI)  e il catino dell’abside contiene un notevole dipinto  del  veronese Daniele Da Pozzo, che rappresenta la Redenzione nella parte superiore e la Trasfigurazione nella parte  sottostante (1539); ai lati è rappresentata l'annunciazione con l'arcangelo Gabriele a sinistra e Maria a destra. il dipinto è  contornato da 15 medaglioni che incorniciano 5 profeti e 10 santi.  Nelle pareti sono oggi visibili solo pochi affreschi, tra  questi una Madonna con bambino, San Pietro, San Zeno, Sant’Antonio e Santa Toscana.  La cripta conserva  l’immagine  della venerata Madonna della Misericordia, in origine affresco del 1300 oggi riprodotto su tela.  MARGHERITA FERRARI 
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Don Giuseppe Trecca
IL CROCCODILLO