LEGNAGO A TEATRO, UN LIBRO DI STORIA E DI RICORDI DI ERNESTO BERRO PRESENTATO A LEGNAGO

di Francesco Occhi

Una Legnago così non era mai stata raccontata e il fermento culturale che ha animato in passato la vita dei cittadini legnaghesi neppure un grande conoscitore della storia poteva immaginarlo. Quindi solo l’amore e l’attaccamento di uno studioso e di uno storico della nostra terra poteva con una precisione certosina, raccogliere e raggruppare tutti gli avvenimenti che dagli inizi del 1900 hanno animato Legnago e i suoi teatri; un lavoro di pazienza divenuto libro e testimonianza di vita e di storia di una società in divenire dal titolo “Legnago a Teatro”.

A realizzare questa pubblicazione o lo storico e conoscitore del territorio Ernesto Berro che, dall’alto della sua età, buona parte di quello che ci racconta lo ha vissuto direttamente toccando con mano e con le memorie e i ricordi dei suoi amici, la Legnago culturale di un tempo. Un progetto, quello di raccontare la storia di Legnago attraverso il teatro, che Berro accarezzava da tempo e già da vari anni, in occasione delle lunghe chiacchierate che facevamo sui ricordi legnaghesi e sui suoi teatri, mi raccontava esternando quanto fosse vivo in lui il desiderio di raccontare e di raccontarsi rivivendo, grazie ai ricordi e ai documenti degli spettacoli di un tempo, la vita di una comunità sempre attenta a divertirsi e a fare cultura. “Così –ci dice Berro- spinto dalle insistenze di alcuni amici che mi chiedevano di raccogliere i ricordi e i documenti della presenza di compagnie ed artisti impegnati a calcare le scene dei teatri legnaghesi, ho iniziato a raccogliere materiale per cercare di colmare alcune lacune documentando, annotando, schedulando e raggruppando i nomi di artisti e di compagne teatrali che avevano calcato le scene legnaghesi”.

Ecco così prendere pian piano forma il libro e luogo più appropriato per presentarlo non poteva che essere il teatro stesso divenuto per una volta protagonista diretto della propria storia. Così per una volta il Ridotto del Teatro Salieri si è trasformato in “voce di se stesso” per raccontarsi e per rivivere, attraverso la sapiente ricerca effettuata da Ernesto Berro, la storia della propria terra. A parlarne, durante la presentazione del volume “Legnago a Teatro”, oltre all’autore si sono alternati il direttore artistico del “Salieri” Fabrizio Rinaldi, che per primo ha creduto in questo lavoro favorendone la realizzazione, e l’assessore alla Cultura del comune di Legnago Clara Scapin.

Il volume, edito dalla casa editrice Nuoviorizzonti di San Pietro di Legnago sempre più attenta alle ricerche e agli approfondimenti storici, architettonici e naturalistici del territorio, rappresenta una rievocazione attenta e puntuale di Legnago e dei suoi teatri con la ricostruzione anche della Legnago artistica del 1700 con il Teatro Sociale Comunale situato in via Rosselli e con il Casinò addetto al Teatro al quale accedevano direttamente soci e proprietari dei palchi. Una Legnago attiva quindi, con società Filodrammatiche e Filarmoniche in piena funzione. Con l’annessione del Veneto all’Italia, il teatro si trasformò pure in centro di manifestazioni patriottiche e di altre celebrazioni.

Il libro è pure arricchito da foto, locandine, disegni e soprattutto di ritagli di giornali che sono un documento unico ed eccezionale frutto di un sapiente lavoro di raccolta e di catalogazione opera solo di chi, la vita di Legnago e del suo teatro, l’ha vissuta direttamente ricco di tante esperienze da raccontare. “Ricordo che in piazza Garibaldi e lungo i giardini pubblici erano situate alcune plance pubblicitarie di film, commedie e della lirica –racconta Ernesto- a teatro si andava perché lo imponevano non solo il desiderio di svago, la moda e l’abitudine ma soprattutto le regole della socialità. Legnago ebbe una grandissima storia e una lunga stagione teatrale e tutta la gente del Basso Veronese accorreva qui per vedere le compagnie più famose e rinomate. Il teatro ha sempre avuto un’intensa tradizione che ha la sua storia anche nello spettacolo. Fuori dalla biglietteria dello Sfesa la maschera gridava ormai la solita sinfonia “Chi no gà scagni o palchi torna indrio”, segno questo di un amore fin troppo intenso verso un luogo che rappresentava mezzo di diffusione di un po’ di cultura e momento di ritrovo ed aggregazione sociale”.

Ma la storia di Legnago e del teatro è necessariamente legata alla presenza di varie sale che, nell’arco di 100 anni, si sono trasformate o hanno cessato di esistere.

Parte delle monografie vengono assunte dalle cronache giornalistiche, dalla più antica Gazzetta di Legnago all’Amico del Popolo, dall’Arena al Gazzettino di Venezia che l’autore alterna alla documentazione archivistica e alle tante testimonianze raccolte dal dopoguerra in poi. La prima sala cittadina fu il “Sociale”, costruita nei primi anni del ‘700 su un terreno comunale in via Rosselli e poteva contenere fino a 450 persone accogliendo compagnie di prosa, danza e lirica.

Legnago fu quindi anche la patria delle Compagnie teatrali che proprio qui avevano spesso la loro consacrazione definitiva. Molte quelle descritte nel libro di Berro e forse solo le più recenti quelle conosciute dal pubblico, ma in passato tutti o quasi i grandi nomi hanno calcato le scene dei teatri legnaghesi come Ferruccio Benini, Gino Cavalieri, Emilio Baldanello, Gianfranco Giacchetti o Cesco Baseggio. Ma che le attrici di prosa come la Melato, Tilde Teldi, Germana Paolieri o dell’operetta come l’indimenticata Anna Fougez, Nanda Primavera e Nella Regini o della lirica come Toti Dal Monte.

Berro, per descrivere queste realtà, realizza un vero e proprio viaggio che vede narrata nel libro la nascita del teatro sociale comunale nel lontano 1700 per arrivare poi al Teatro Nuovo del 1904 divenuto nel 1906 Teatro Politeama Salieri ovvero “Teatro Sfesa” il quale, pur essendo stato dedicato ad Antonio Salieri, veniva chiamato Sfesa per le fessure e per l’aria che a volte un po’ troppo fastidiosa, entrava dalle intercapedini troppo larghe del legno. Sul palco di questo teatro spopolavano il teatro dialettale veneto, il cinema muto e le varie curiosità degli altri tempi fino ad arrivare ai tempi d’oro del teatro. Ecco quindi fare capolino il Teatro Verdi o, come molti lo ricordano, “El Tenca” quando nel 1919 l’attività era ancora molto intensa. Gli anni venti inaugurano il Teatro Salone del Popolo con il teatro leggero e la prosa mentre il 1930 rievoca la presenza del Politeama Sociale con Anna Fougez e il ritorno del teatro dialettale. La guerra e le difficoltà relative sono tra i momenti più difficili per la vita del teatro; siamo nel 1943 ed attivo a Legnago era il Teatro Astra con l’operetta che la fa da padrona. La guerra finisce e il Salieri continua la propria attività; siamo tra il 1948 e il 1952 e registriamo i primi successi coincidenti con la rinascita del teatro. Poi, con vari documenti allegati, il ventennio dal 1956 fino agli anni ’80 con le operette, le riviste, le recite dialettali e la prosa.

La storia di Legnago a teatro è quindi racchiusa nei nomi di “Teatro Sociale”, “Sfesa”, “Tenca”, “Salone del Popolo”, “Politeama Sociale” e anche del Salieri che, già dalle sue origini, ebbe alterne vicende. Quest’ultimo merita una storia a sè stante, particolarmente complessa per alterne vicende. La sua costruzione iniziò per volere della Società anonima teatrale legnaghese già tra il 1911 e il 1914, ma fu subito interrotta per l’incombente guerra. Le notevoli difficoltà subentrate anche nei decenni successivi costrinsero ad arrivare al ’56, quando finalmente il teatro viene inaugurato. La chiusura per restauro nel 1989 e la restituzione alla città, sono cronache di questi giorni.

“Un nuovo vigore il teatro lo ebbe quando dal bianco e nero si passò al technicolor –ricorda ancora Berro- ritornarono la prosa, la banda cittadina di Legnago diretta da Giuseppe Battisti e da Renato Facchin; quindi la lirica con Augusto Vicentini e Danilo Cestari tenori legnaghesi ed areniani”. Un libro pregno di ricordi e di tanto amore che portano Ernesto a dire “Caro teatro di un tempo, dov’è andato quel pubblico amico che faceva tanto colore e simpatia”. Non lo sappiamo ma di certo siamo convinti che oggi, a distanza di anni dall’ultima inaugurazione avvenuta nel febbraio 1999, Legnago può finalmente godere del proprio teatro e di un festival tutto dedicato a Salieri, ottima occasione per la conoscenza e il rilancio di questa grande istituzione.